Quando meno te lo aspetti
Non so perché sia successo, ma è successo. Quella mattina non avevo voglia di andare a scuola, allora, zaino in spalla, ho preso il primo autobus e sono andata in cerca di emozioni.
L’aria era fresca e sembrava in attesa del profumo della primavera. Il sole giocava a nascondino con le nuvole e il cielo piangeva dolci lacrime di pioggia. La città si stava svegliando e piano piano prendeva vita, lasciando sotto le coperte tutti i sogni e le avventure della notte.
Il finestrino era appannato, non riuscivo a vedere nulla. Allora ho iniziato a fantasticare. Immaginavo di essere una principessa ribelle in fuga dal suo castello, dove tutto è uguale ogni giorno. Il mio fidato cavallo bianco mi stava portando verso nuove avventure, alla ricerca della felicità.
Quando all’improvviso l’autista ha fatto una brusca frenata, le mie fantasticherie sono volate vie, e il mio cavallo bianco si è sciolto nel nulla così come si sono sciolti i miei lunghi capelli biondi che avevo raccolto in una coda improvvisata.
Ho iniziato a guardami intorno.
Sull’autobus, tutte le persone apparivano prigioniere dei loro silenzi, con gli occhi aperti ma spenti, come fossero dei disegni sbiaditi. Io ero immersa nei miei pensieri, quando all’improvviso un ragazzo, seduto tre file più avanti, inizia a cantare. Sembrava una nota stonata in quel concerto di monotonia. Una signora, vestita con un abito scuro che faceva trapelare tutta la sua tristezza, sembrava infastidita da quell’improvviso segno di vita. Anche un anziano signore, che impugnava il suo bastone come se fosse un arco con le frecce, si lamentava per quel baccano vitale. Io invece ho iniziato a sentirmi allegra, mi sentivo molto felice, come una bambina che sale e scende dalle giostre del luna park. Mi sono avvicinata a quel ragazzo ed ho iniziato a cantare con lui.
Improvvisamente lui mi ha preso la mano. “Io sono Sam. Scendiamo. Ti và?”
Sam era un ragazzo diverso da tutti i ragazzi che avevo conosciuto. Non era bello, ma lo trovavo lo stesso molto affascinante. Sotto il cappellino che indossava, si vedevano i capelli neri e ribelli. Aveva uno sguardo profondo. I suoi occhi blu erano così belli che sembravano il mare calmo di una sera d’agosto. Il suo sorriso era dolce e la sua stretta di mano sicura e sincera.
Il cuore mi batteva all’impazzata. Mi sentivo come se conoscessi Sam da sempre.
Lo avrei seguito ovunque, senza esitazioni.
Quella mattina ero andata in cerca di emozioni e ora loro erano lì, davanti a me.
“Ciao, io sono Kate.”
Continua ….. SAM&KATE Non è un’avventura
Incontro da sogno. Attendo il secondo capitolo
Aspetto con ansia il seguito