Sogni infranti
Il sole splendeva quel giorno, in cerca di cuori da scaldare. Gli uccelli volteggiavano festosi e le api danzavano sui fiori in cerca di dolcezza. La primavera, ignara di tutto, con i suoi colori e i suoi profumi inebrianti, stava indossando il suo abito migliore, intenta a coccolare le coppie innamorate. Tutto questo Annie non lo vedeva più. Se ne stava lì immobile, impassibile, con i suoi sogni infranti, lo sguardo perso nel nulla e tante domande senza risposte. Dal suo volto non traspariva nessuna emozione, mentre nel suo cuore si stava scatenando uno tsunami.
Albert, con un velo di pentimento nella voce, prima di sparire nel nulla, le aveva detto “Scusa”. Lei invece era rimasta lì, confusa e disorientata, cercando di sostenere il peso del mondo che le era appena caduto addosso. Il vuoto aveva sconfinato nella sua anima, inghiottendo i suoi sogni e le sue speranze e lasciandole la sensazione di aver perso se stessa, per sempre.
Intorno il silenzio era assordante. Si sentiva, appena sussurrato, il lamento del vento e il pianto del cielo si confondeva con le lacrime. Gli alberi, chinati verso Annie, avrebbero voluto prenderla in braccio per cullarla fino a farla addormentare.
Il parco, che fino a qualche ora prima le sembrava un posto magico dove poter mostrare la sua ingenuità e la spensieratezza dei suoi vent’anni, ora appariva ostile, oscuro e opprimente. Tutto era sproporzionatamente grande. Si sentiva soffocare dal turbamento, dall’ansia. Sapeva che non sarebbe più stata la stessa. Non sarebbe più stata in grado di sorridere, di assaporare il gusto della vita.
Perché le era successo tutto questo? Perché Albert aveva tradito la sua fiducia, perché aveva ucciso la sua innocenza, perché le aveva fatto tanto male? Era stata colpa sua? I dubbi si trasformarono presto in sensi di colpa e presero il sopravvento fino a farle credere che era stata lei a cercarsela.
Seduta su quella panchina si sentiva sola, turbata, cattiva e colpevole.
Dal suo volto era sparito il sorriso, così com’era tramontato il sole, seppellito sotto il buio della sera. Dentro al suo cuore si era aperta una voragine di dolore. Il silenzio si era impossessato della sua gioia di vivere. Non riusciva più a parlare né a pensare.
A nessuno avrebbe potuto raccontare quello che era accaduto. Non sarebbe stata in grado di affrontare il giudizio. Era solo colpa sua e nessuno l’avrebbe consolata, nessuno l’avrebbe abbracciata, nessuno le avrebbe detto “Ti voglio bene”. Non c’è pietà per i colpevoli e lei era colpevole di essersi fidata dei suoi sentimenti.
Avrebbe tanto voluto chiudere gli occhi per non riaprirli più, invece fu il suo cuore a chiudersi.
I giorni passarono lenti e trasformarono Annie.
Annie iniziò a vivere le sue giornate, sballottata di qua e di là, trasportata come un passeggero sulla nave della vita, con il cuore custodito dentro la cassaforte della diffidenza. Mai più sogni infranti, né speranze deluse.
Si scolpì una maschera sorridente, costruì una barriera contro i sentimenti e continuò a vivere con il suo segreto ben nascosto nell’anima.
Dentro di sé però, intrappolato in un angolo, era rimasto il desiderio di amare e di essere amata.
Continua…IL SORRISO DI ANNIE (2)
Ciao Willy.
Per questo racconto non è previsto un sondaggio sul finale.
una nuova storia con tanti possibili scenari.
Si potrà votare il finale ?
Willy
Triste😔😔….